Una caldaia tradizionale espelle i fumi di scarico a 120-160 °C: una parte del calore che hai pagato in bolletta esce letteralmente dal camino. La caldaia a condensazione raffredda quei fumi fino a far condensare il vapore acqueo, recuperandone il calore e usando di nuovo per scaldare l'acqua dell'impianto.
Quanto si risparmia
La caldaia a condensazione recupera il calore dei fumi che una tradizionale disperde, e rende di più con impianti a bassa temperatura come i pannelli radianti. Il risparmio reale dipende dalla caldaia di partenza, dall'impianto e dall'uso.
Cosa verificare prima dell'acquisto
- Scarico della condensa: serve uno scarico idraulico vicino alla caldaia, con eventuale neutralizzatore di acidità.
- Canna fumaria: i fumi sono freddi e umidi, spesso serve intubare la canna esistente con un tubo in plastica.
- Potenza: dimensionala sull'abitazione, non sulla vecchia caldaia, che spesso era sovradimensionata.
- Metano o GPL: ogni modello è predisposto per un gas, con kit di conversione dove previsto.
Con radiatori tradizionali conviene lo stesso?
Sì, anche se il massimo rendimento si ottiene a basse temperature di mandata. Con radiatori in ghisa o alluminio il risparmio resta concreto, soprattutto se la caldaia modula bene la potenza e viene regolata correttamente dal tecnico installatore.